| Introduzione Alberto Morelli e Stefano Scarani |
|
Cosa si intende per Sound Design? Progettare il profilo sonoro di un prodotto multimediale? Progettare la spazializzazione del flusso sonoro in un punto vendita? Realizzare un logo acustico per un prodotto industriale? Ideare le specifiche sonore e musicali per una installazione interattiva? Riflettere sul materiale da utilizzare per la realizzazione di uno spazio pubblico dove il suono fa parte dell’arredo? Potremmo andare avanti per ore a cercare, quasi fosse un gioco, il significato di Sound Design, ma non troveremmo una risposta esaustiva. Forse il Sound Designer racchiude in se molteplici competenze così come la domanda “cosa si intende per Sound Design?” racchiude in sè molteplici risposte. Ma il dire tutto coincide con il dire niente. Allora torniamo da capo formulando la nostra domanda in una forma diversa. Di cosa si deve prendere cura il Sound Designer? Il prendersi cura rimanda a una preoccupazione, quasi una urgenza per qualcosa che potrebbe mancare. Questo qualcosa è un’attitudine piena di attenzione di fronte al suono. Suono come elemento che rimanda alla vita, perchè noi siamo immersi in un oceano sonoro fino all’ultimo istante della nostra esistenza. Anche il presunto silenzio che rimanda alla morte è esso stesso suono, per dirla alla Schaffer, è un “suono perfetto”.1 Persino le genesi dei mondi erano, per le antiche culture, costellate di suoni. Dalle cosmogonie dei popoli primitivi alla contemporanea polluzione acustica che caratterizza il nostro vivere quotidiano, tutto è pervasivamente sonoro. |
Perciò se non è possibile trovare una risposta univoca alla nostra domanda sul significato di Sound Design, è altrettanto impossibile prescindere dalla apertura interpretativa che questa domanda impone a un professionista del “disegno sonoro”. Apertura interpretativa che deve essere inclusiva, appunto, di tante prospettive. Con questo libro non intendiamo perciò fornire una risposta chiusa ed univoca intorno alla domanda “che cosa è il Sound Design?”, piuttosto cerchiamo di tracciare alcune delle prospettive minime da cui un Sound Designer parte per riflettere sul suo fare professionale. Questo libro è un libro aperto che si prolunga oltre il supporto cartaceo, ampliandosi in questo sito web che raccoglie in forma dinamica riflessioni e contributi intorno al polifonico mondo del Sound Design. 1 “Quando si produce un suono, abbiamo una distorsione, perchè l’oggetto che emette il suono deve, per prima cosa, vincere la propria inerzia per poter essere messo in movimento, e provoca quindi delle leggere imperfezioni nel suono che viene trasmesso [...] Tutti i suoni che udiamo sono imperfetti, Perchè un suono fosse totalmente privo di distorsioni iniziali, dovrebbe aver avuto inizio prima della nostra vita. E soltanto se esso continuasse anche dopo la nostra morte - così che noi non percepissimo in esso alcuna interruzione - allora potremmo percepirlo come suono perfetto. Ma un suono come questo [...] verrebbe da noi percepito come silenzio.” (R. M. Schafer, Il paesaggio sonoro, p. 359). |